Filiera agroalimentare, in vigore le disposizioni sui controlli ufficiali


alimentareControlli sulla filiera agroalimentare, con l’attuazione del regolamento UE 2017/625 sono in arrivo novità, in seguito all’approvazione di 4 decreti legislativi.

Ecco di quali si tratta:

Decreto legislativo 2.2.21 n. 23, Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 in materia di controlli ufficiali sugli animali e le merci provenienti dagli altri Stati membri dell’Unione e delle connesse competenze degli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari del Ministero della salute ai sensi dell’articolo 12, comma 3, lettere f) e i) della legge 4 ottobre 2019, n. 117., in vigore dal 19/03/21

Decreto legislativo 2.2.21 n. 24, Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2017/625 in materia di controlli sanitari ufficiali sugli animali e sulle merci che entrano nell’Unione e istituzione dei posti di controllo frontalieri del Ministero della salute, in attuazione della delega contenuta nell’articolo 12, comma 3, lettere h) e i) della legge 4 ottobre 2019, n. 117., in vigore dal 20/03/21

Decreto legislativo 2.2.21 n. 32, Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 ai sensi dell’articolo 12, comma 3, lettera g) della legge 4 ottobre 2019, n. 117. (21G00035), in vigore dal 28/03/21

Decreto legislativo 2.2.21 n. 27, Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625’, in vigore dal 26/03/21

Il regolamento UE 2017/625, in abrogazione del previgente regolamento CE 882/04, aggiorna i principi generali che gli Stati membri devono seguire nell’organizzazione ed esecuzione dei controlli ufficiali sulla filiera agroalimentare . La riforma ha anzitutto esteso il campo di applicazione a una serie di ambiti ora così soggetti a doveroso coordinamento da parte di un’unica autorità in ogni Stato membro:

– salute vegetale e prodotti fitosanitari,

– OGM vecchi e nuovi (NBT) destinati alla produzione di alimenti e mangimi,

– sanità animale e benessere animale,

– produzioni biologiche,

– indicazioni geografiche (es. DOP, IGP, STG, DOC, DOCG),

– OCM (Organizzazione Comune dei Mercati),

– SOA (sottoprodotti di origine animale),

– accordi d’importazione su animali e prodotti importati da Paesi terzi (es. Brexit),

– controlli della Commissione europea negli Stati membri e nei Paesi terzi,

– accreditamento dei laboratori ufficiali.

Sinteticamente i 4 decreti legislativi approvati introducono:

  • perimetrazione delle competenze tra Ministero della Salute (MinSal) e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF) nell’ambito dei vari compiti di controllo, vigilanza e ACA (assistenza e cooperazione amministrativa);
  • importanti innesti di nuovi istituti (c.d. controperizia e la procedura di  controversia) con una riforma delle modalità di accertamento analitico di talune violazioni igienico-sanitarie;
  • una rivisitazione del quadro sanzionatorio in materia igienico-sanitaria;
  • riorganizzazione dei controlli all’importazione, con la istituzione dei Posti di Controllo Frontalieri del Ministero della Salute;
  • nuova definizione dei ruoli e competenze degli Uffici UVAC su animali e le merci intracomunitari;
  • abrogazione del Decreto legislativo n. 194/2008 in tema di tariffe del controllo ufficiale in materia sanitaria e sostituzione con un nuovo decreto legislativo.

Nello specifico Il decreto legislativo 27/21 in vigore dal 26/03/2021 adegua il nostro ordinamento al regolamento europeo sui controlli ufficiali. In particolare, introduce il principio della classificazione del rischio nella programmazione dei controlli di sicurezza alimentare e sanità animale. Viene, inoltre, introdotto l’obbligo di registrazione dei trattamenti in formato elettronico, completando, così, la tracciabilità informatizzata dei farmaci veterinari.

Il personale pubblico ha il dovere di segnalare tempestivamente eventuali non conformità alle autorità competenti mentre l’autorità giudiziaria, laddove rilevi un rischio per la salute pubblica, è tenuta a darne tempestiva comunicazione alle autorità sanitaria.

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