Innovazione Sostantivo Femminile, al via le domande per il bando della Regione: dall’11 settembre al 12 novembre 2019


donnaInnovazione Sostantivo Femminile, ci siamo. Il bando da 1 milione di euro è al via: la presentazione delle domande tramite PEC parte l’11 settembre per chiudersi il 12 novembre 2019.

L’iniziativa della Regione Lazio è rivolta alle micro, piccole e medie imprese femminili in forma singola e alle libere professioniste con partita Iva che hanno sede operativa nel Lazio. L’agevolazione, sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura compresa tra il 50 e l’80% dell’importo del progetto (la percentuale è indicata dal soggetto destinatario) e comunque non superiore a 40 mila euro, è finalizzata all’adozione di una o più nuove tecnologie o soluzioni digitali o processi e sistemi di innovazione aziendali. Il costo complessivo del progetto non può essere inferiore a 15 mila euro. Parte delle risorse, 200 mila euro, è riservata alle imprese localizzate nei territori individuati come aree di crisi complessa della Regione Lazio.

Queste le tipologie di intervento ammesse:

  • tecnologie digitali e/o soluzioni tecnologiche consolidate che permettono di elaborare, memorizzare/archiviare dati, anche in modalità multilingua, utilizzando risorse hardware/software distribuite o virtualizzate in rete in un’architettura di cloud computing, quali ad esempio: realtà aumentata, wearable wireless devices e body area network, text e data mining, micro-nano elettronica, IoT (Internet of Things), piattaforme di erogazione servizi, internet e web 2.0, social media, eCommerce, eSupply Chain, GIS (Geographic Information System), new media, editoria digitale, piattaforme per la condivisione e il riuso di contenuti, sistemi di tracciabilità per l’autenticazione di prodotti e l’ottimizzazione di processi logistici;
  • processi e sistemi di automazione industriale per il miglioramento della qualità del processo produttivo e dei prodotti (ad esempio macchine a controllo numerico), anche in termini di sicurezza e sostenibilità (riduzione impatto ambientale, riduzione utilizzo risorse, quali ad esempio energia e acqua);
  • processi e sistemi produttivi flessibili, quali sistemi robotizzati “intelligenti”, interfacce evolute uomo-macchina, sistemi di programmazione e pianificazione intelligente dei compiti, in particolare per il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi;
  • processi e sistemi di fabbricazione digitale, inclusa l’adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi (ad esempio stampa 3D, prototipazione rapida, ecc.).

Si considerano imprese femminili:

  • la libera professionista donna;
  • l’impresa individuale il cui titolare è una donna;
  • la società di persone, la società cooperativa e lo studio associato in cui la maggioranza dei soci o associati è costituita da donne o la maggioranza delle quote di partecipazione è detenuta da donne;
  • la società di capitale in cui la maggioranza dei componenti dell’organo di amministrazione è costituita da donne o la maggioranza delle quote di capitale è detenuta da donne;
  • i consorzi composti dal 51% o più da imprese femminili come sopra definite.

Può essere presentata domanda come impresa femminile da costituire da uno dei suoi futuri soci (promotore). Possono presentare domanda anche MPMI e libere professioniste che non hanno sede operativa nel Lazio al momento della domanda ma che si impegnano ad attivare tale sede entro la data dell’erogazione.

Per informazioni, assistenza e consulenza: CNA di Viterbo e Civitavecchia – Area Credito Telefono 0761.2291 – 220220 E-mail: a.mangeri@cnaupav.it.

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