La fase 3 ha il gusto del gelato. Artigianale, ovviamente


gelato-2La fase 3 ha anche il gusto del gelato. “Un gusto unico, che solo quello artigianale può garantire”, spiega Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia. La ripresa c’è a suon di pistacchio e cioccolata, “ma anche di creatività, che ai maestri gelatieri non manca mai, sempre pronti a inventare nuovi sapori”. Cono e coppetta stanno riprendendo possesso dell’estate, anche se non ovunque al 100 per cento. Un quadro legato soprattutto all’andamento del turismo.

Il mare aiuta, sebbene la limitazione del contingentamento si faccia sentire. “Noi – dice Rocco Cantore de Il Tiglio, Montalto di Castro – stiamo lavorando come se il coronavirus non ci fosse mai stato. L’unica cosa è che può entrare un cliente alla volta, ma l’incasso è lo stesso dell’anno scorso”. Vanno per la maggiore i gusti classici, più il cavallo di battaglia, “un gelato alla mandorla con dentro cioccolato al pistacchio e granella di mandorle tostata”. In riva al mare di Tarquinia, anche Marco Pastorelli di Arcadi vede un freno nella possibilità di far entrare poche persone alla volta. “La vendita sta andando, seppur un po’ ridotta per questo motivo. Se non ci fosse il contingentamento andrebbe sicuramente meglio”. Qui c’è la forza di 36 gusti a rotazione, “ma dicono che la nostra cassata siciliana sia quella vera: è molto richiesta”.

Nel capoluogo, benissimo anche alla Pasticceria Primavera. “Non ci sono stati cali – commenta Alvaro Gobattoni – anzi va anche meglio dell’anno scorso. I più richiesti: crema, zuppa inglese, i gusti classici”. In pieno centro storico, invece, pollice in su solo nel weekend. “In giro – è il commento di Gioia Papacchini, Yogorino – non si vede tanta gente. Nel fine settimana, qualcosa in più. Speriamo nel periodo di Ferragosto, che è dietro l’angolo. Non posso dire che non si lavora, ma la situazione non è consona a come dovrebbe essere per una gelateria in un periodo estivo”.

Uno sguardo in altre zone della Tuscia. Nella turistica Bolsena, dopo aver accusato il colpo fino a poco fa a causa del lockdown, si ricomincia a vedere la luce. “La situazione si è ripresa a luglio – è il parere di Lorenza Bernini di Lolla Gelato – ma quando ad aprile sono saltati tutti gli eventi, abbiamo registrato perdite molto consistenti. Solo ora stiamo tornando alla normalità”. Qui sono tutti abituati ai suoi gusti particolari, “come il fior di lavanda, il fior di basilico e la frutta fresca di stagione che cambia di volta in volta”.

A Torre Alfina si va sul classico “con pistacchio, nocciola e cioccolato – commentano da Sarchioni – che tirano di più. Come sta andando? Ora un po’ meglio”.

A Castiglione in Teverina “un gelato non se lo nega nessuno”: lo conferma Fabio Capponi della Pasticceria a Cioccolateria Santori. “Nelle belle giornate si lavora, ma in generale il tempo ci ha un po’ penalizzato. Da noi prediligono il pistacchio, poi ci sono i classici: nocciola e fragola”. Chiusura in bellezza con don Luca. Cos’è, e soprattutto chi è? “E’ un gelato con pasta mou e arachidi salate. Lo prepara mio fratello Luca, da qui il nome: è lui il maestro del gelato”.

 

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